Il proprietario è responsabile della sicurezza dei lavori in casa propria, quando ci si avvale non di una ditta ma di un singolo lavoratore, si è responsabili per l’adozione delle norme antinfortunistiche.
Con una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione è stato affermato un importante principio in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. La sentenza impone, a chiunque si avvalga del lavoro di operai, l’obbligo di vigilare sulla loro sicurezza. In mancanza di un’ impresa specializzata e, conseguentemente, di un direttore dei lavori e di un responsabile della sicurezza, l’obbligo di vigilare sul rispetto delle norme antinfortunistiche grava sul committente, unico responsabile della sicurezza degli operai che seguono lavori nell’immobile di sua proprietà. Chi utilizza per ristrutturare il proprio appartamento un operaio e non una impresa specializzata, quindi, è tenuto al rispetto delle norme antinfortunistiche ed alla vigilanza sulla sicurezza del lavoratore, ed in caso di morte di quest’ultimo rischia una condanna per omicidio colposo.
A stabilire ciò, come detto, è stata la quarta sezione della Corte di Cassazione, annullando con rinvio una sentenza della Corte di Appello di Bari che aveva assolto, perché il fatto non sussiste, il proprietario di un immobile che aveva commissionato i lavori di ristrutturazione del suo appartamento ad un operaio che era morto a causa di un infortunio sul lavoro. Il proprietario dell’immobile non si era rivolto, infatti, al titolare di una ditta specializzata ma aveva incaricato dei lavori un operaio dipendente in mobilità di un’altra impresa. Nel caso specifico, quindi, mancando in concreto un appaltatore fornito della capacità tecnica e professionale per assumersi la responsabilità dell’attuazione generale delle misure antinfortunistiche, quest’ultime spettavano, di conseguenza, al proprietario dell’immobile.
Fonte Unione Consulenti
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