Gruppo GSISicurezza · Ambiente · Qualità

Capitolo 02 / 12

La crisi nel tuo «piccolo»

Rosella Giola · Vademecum per piccoli e medi imprenditori · 7 min di lettura

Non puoi portare la prosperità scoraggiando la parsimonia.
Non puoi rafforzare i deboli indebolendo i forti.

Non puoi aiutare i lavoratori se colpisci i datori di lavoro.
Non puoi incoraggiare la fratellanza propagandando l’odio di classe.

Non puoi restare fuori dai guai spendendo più di quanto guadagni.

Non puoi costruire il carattere e il coraggio privando l’uomo dell’iniziativa e dell’indipendenza.

Non puoi aiutare gli uomini facendo sempre in loro vece ciò che dovrebbero fare da soli.

Abramo Lincoln

STIAMO attraversando un periodo di crisi: è normale e umano che tutto ciò faccia emergere il nostro lato emotivo a scapito di quello razionale; in questi momenti siamo più predisposti alla paura piuttosto che al coraggio.

Per questo, la prima cosa da fare è interrogarti sul «reale» stato di crisi, individuarne l’effettivo peso sull’economia e l’impatto che potrebbe avere nella tua impresa (e nella tua vita).

È importante sapere che, in linguaggio economico, si verifica:

  • una crescita negativa quando la contrazione del PIL è limitata a un periodo breve di alcuni mesi
  • una stagnazione quando il PIL è fermo per un periodo superiore ai tre mesi
  • una stagflazione (parola composta di stagnazione e inflazione) quando oltre a verificarsi una stagnazione, i prezzi al consumo salgono
  • una recessione quando il PIL mostra un calo per almeno due trimestri consecutivi
  • una deflazione quando i prezzi al consumo scendono per la caduta della domanda e dalla scarsa circolazione monetaria
  • una depressione invece quando esiste una concomitanza tra la produzione che scende, i prezzi che calano, la disoccupazione che aumenta, le borse che crollano e la crescita del pessimismo a discapito della fiducia.

La soluzione a questo tipo di problemi di carattere nazionale e globale non è nelle nostre mani e deve essere affrontata dai governi in carica che promulgano leggi finanziarie ad hoc in accordo con gli altri governi europei, supportati dalla Banca Centrale Europea.

Niente scuse, con metodo

Ma anche tu puoi fare molto, anche se limitatamente alla tua azienda e alle tue possibilità.

Prima di tutto non devi farti prendere dal pessimismo: con una buona dose di ottimismo e volontà potrai essere in grado di ottenere dei risultati migliori e più duraturi di qualsiasi legge nazionale ed europea.

Innanzitutto domandati se nel recente passato tu abbia «vissuto sugli allori» pensando che tutto potesse perdurare senza innovazione, senza ricerca, o comunque senza quella giusta autocritica che oggi la crisi ci impone di fare.

Non esistono eventi negativi in se stessi, come sostiene il buddismo nella legge del Karma:

Ogni accadimento della nostra vita umana, anche quando saremmo tentati di attribuirlo al caso, in realtà è l’effetto di un’azione compiuta in precedenza, e si convertirà a sua volta in causa che produrrà effetti in futuro in base a come è stato affrontato nel presente.

La prima cosa che devi fare è guardarti allo specchio e interrogarti con la massima sincerità, perché non serve a nulla ingannarsi con scuse o alibi. Dobbiamo essere consapevoli delle nostre responsabilità, analizzare razionalmente la situazione e individuare le soluzioni possibili.

Come diceva John Belushi nel film Animal House, «Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare»;

il tutto deve però avvenire seguendo un metodo ben preciso e razionale, non solo istintivo.

1. Conosci ciò che ti circonda

La prima cosa è comprendere la situazione generale per poi potervi calare la tua realtà specifica.

Bisogna conoscere il mercato interno, fonte d’informazione e valutazione delle prospettive che possono influenzare la produzione dei tuoi prodotti e servizi. È anche necessario conoscere alcune norme legislative che la tua impresa deve rispettare per operare a testa alta nel mercato, avendo come punto di qualità il rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e di tutto ciò che rappresenta l’immagine della società. Una fonte d’informazione è il CNEL 1 (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) prevista dall’articolo 99 della Costituzione della Repubblica Italiana, dove si possono trovare importanti statistiche in merito al mercato, al costo del lavoro, ai prezzi e ai tempi di lavoro ecc.

Un’altra importante fonte d’informazione è l'ISTAT 2 (Istituto centrale di statistica) nato nel 1962.

2. Il fattore umano e l’azienda

Il secondo passo riguarda te stesso, la fiducia che riponi nelle tue risorse e le capacità professionali che possiedi.

Tu sei la prima risorsa «umana» dell’azienda: se percepisci in te qualche elemento di debolezza dovresti subito ricorrere a corsi di aggiornamento o di specializzazione in grado di migliorare il tuo capitale umano.

Anche i tuoi collaboratori dovranno essere formati per avere la certezza di crescere insieme per rigenerare in modo armonico e omogeneo l’azienda. La stessa valutazione deve riguardare la tua azienda in generale: devi essere pronto a investire su di essa, acquisendo qualifiche riconosciute a livello internazionale, come ad esempio le certificazioni in base alle norme ISO (International Organization for Standardization), pensate per strutturare i processi operativi e l’organizzazione aziendale in modo tale da aumentarne l’efficacia e l’efficienza: questo ti permetterà di migliorare i processi di lavorazione e di servizio, fornendoti la qualifica idonea per partecipare a gare e appalti. Il sistema di gestione della qualità, allo stesso modo, ha lo scopo di innalzare il livello della qualità in azienda e migliorare il grado di soddisfazione del cliente.

3. Effettua una analisi operativa

Il terzo passaggio dovrà riguardare l'analisi operativa della tua impresa: questa dovrà essere effettuata utilizzando tutti gli strumenti che hai a disposizione, confrontando i tuoi numeri con i dati statistici del settore che troverai grazie agli organi d’informazione specializzati. Questo ti permetterà di valutare il tuo grado di redditività e di verificare lo standard di operatività con la relativa resa, come illustrerò più avanti in vari capitoli.

Periodicamente, inoltre, dovrai verificare la corretta gestione aziendale con controlli dedicati.

Se tu guarderai a lungo in un abisso,
anche l’abisso vorrà guardare dentro di te.

Friedrich Nietzsche

Come dobbiamo comportarci oggi?

Abbiamo imparato dalla storia che in economia non esistono soluzioni assolute e definitive; non ci sono regole universali e salvifiche. Una cosa però possiamo sempre tenere presente: la prima risorsa in assoluto è l’uomo, e l’equilibrio tra risorsa umana e tecnologia è alla base del successo economico (a patto che l’uomo non venga considerato al pari della macchina, ma una vera e propria risorsa, capace di fare la differenza rispetto alle rigidità della produzione automatizzata).

Questo ebook si rivolge proprio all'uomo e nello specifico all’imprenditore, cioè a colui che deve rischiare con le proprie idee e i suoi investimenti al fine di portare benessere alla sua azienda e ai suoi collaboratori.

Faccio subito una premessa che svilupperemo più avanti parlando di gestione delle risorse umane: ho parlato volutamente di «collaboratori» evitando di chiamarli dirigenti, impiegati, operai o dipendenti perché definendoli in questi termini si fa riferimento solo ai termini contrattuali legati alla mansione, alla categoria, alla fascia salariale ecc.

Collaborare significa che, a qualsiasi livello, si partecipi al bene dell’azienda: è importante sentire un profondo senso di appartenenza. Sta al titolare trasmettere questo concetto coinvolgendo i suoi collaboratori nelle scelte strategiche dell’azienda pur rispettando i diversi ruoli.

Ma torniamo all’imprenditore che, come abbiamo visto, si trova oggi ad affrontare un mondo globalizzato (e questo non impatta solo su chi lavora con l’export): il costo del lavoro non ha più raffronti nazionali, il costo del denaro segue dinamiche mondiali, il valore dell’euro dipende dall’economia continentale, il peso del fisco è deciso a livello nazionale ma è determinato dalle decisioni europee che a loro volta dipendono dai mercati internazionali. Tuttavia il prodotto interno lordo è diverso fra gli stati, al pari del debito pubblico che per noi italiani vale quasi due mila miliardi di euro.

Ci sono regole basilari cui ogni imprenditore dovrebbe attenersi per gestire l’azienda in questi tempi moderni e difficili: le prime in assoluto sono l'informazione e la formazione.

Non si può più gestire un’azienda solo con l’intuito, con l’esperienza, col capitale e con la buona volontà. Sono ottimi valori che hanno segnato il passato ma che oggi non bastano più perché oggi l’azienda partecipa a un sistema complicato e in continuo mutamento che bisogna imparare a interpretare.

Tutto questo non può essere limitato all’imprenditore, ma deve essere allargato il più possibile a tutti i collaboratori, in funzione del loro ruolo nell’azienda.

Il lavoro di gruppo è alla base del successo e il contributo di ogni singolo collaboratore è basilare per raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissati. La «bacchetta magica» del titolare - che è comunque il detentore della scelta finale, essendo sua la responsabilità ultima sull’azienda - non può nulla senza i suggerimenti di tutti e la condivisione di un progetto comune.

Proviamo a prendere come esempio una squadra di calcio, in cui la Società, con la sua dirigenza, il suo capitale, le sue scelte, sembra costituire il fattore determinante per il successo; tuttavia, se i giocatori, pur essendo dei campioni, non condividono il progetto con il proprio allenatore, essi non potranno avere la giusta motivazione per vincere.

La scelta dei nostri collaboratori è molto importante (vedi il capitolo «Collaboratori»), a partire dalla selezione, all’assunzione per passare poi alla valutazione, al colloquio, alla motivazione e alla premiazione.

Affronteremo anche i rapporti di lavoro (siano essi gerarchici, interfunzionali o di gruppo) e tutti i fattori che possono creare il giusto clima di regole, diritti e doveri utili ad avere un gruppo omogeneo e costruttivo per il bene dell’azienda e di tutti coloro che vi lavorano.

Se vuoi arrivare primo, corri da solo.
Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme.

detto keniota